Argentino e Povera Mosca

Percorso di notevole valenza paesaggistica e naturalistica. riserva naturale orientata  “Valle del fiume Argentino” inserita nei siti ZPS nella direttiva Habitat per la straordinaria biodiversità presente di flora e fauna. La prima ha un’estensione di 5200 ettari con altitudine massima di m. 1460 del monte Ciagola, con presenza di gole e valli scolpite da agenti atmosferici e dai corsi d’acqua. La seconda si estende per 3998 ettari con altitudine massima di m. 1462 del monte Palanuda: ambiente naturalistico fiabesco, ricchissimo di biodiversità. L’ambiente è caratterizzato da gole scavate dal fiume Argentino, arricchito da un reticolo di piccoli corsi d’acqua che contribuiscono a creare un microclima che favorisce l’insorgenza della numerosa biodiversità presente che, tra l’altro, costituisce uno dei fattori determinanti per la capacità di resilienza della foresta.

Sentiero tipo E, di moderata difficoltà, ad anello; lunghezza km.8,5; quota minima m.286, quota massima m. 633; necessari scarponi da escursionismo, bastoncini. Presenza di due fonti di acqua nel primo tratto di sentiero. Tempo di percorrenza ca.h4. La lunghezza del percorso può aumentare a 16 km se si decide di lasciare le macchine al termine della strada asfaltata lungo il corso pianeggiante dell’Argentino. Qui descrivo l’anello che inizia in località Povera Mosca, poco prima del rifugio e ristoro. Qui descrivo l’anello che inizia in località Povera Mosca, poco prima del rifugio e ristoro.

Come si raggiunge.

Percorrendo la SS. 18, chi proviene da nord, oltrepassata Scalea, dopo il ponte sul fiume Lao, incrocia a sinistra la deviazione per Orsomarso; da sud la stessa deviazione si incrocia a destra dopo l’abitato di Marcellina; si prosegue seguendo le indicazioni per Orsomarso; giunti nei pressi di questa località, si svolta a destra seguendo l’indicazione “Carabinieri”; si prosegue percorrendo la strada, poi sterrata, in piano, lungo il corso del fiume. Si sosta poco prima del rifugio. Da qui si attraversa un ponte di legno che immette sul percorso. Si cammina per ca. 2 km sul fondo di un canyon con alte pareti coperte da fitta vegetazione di lecci, carpini, cerri, ontani napoletani, accompagnati dal concerto delle acque dell’Argentino, fino al golfo della Serra, dove il fiume precipita a valle da strapiombi rocciosi. Si torna indietro; dopo ca. 300 m., all’incrocio si segue il sentiero a destra per castel di S. Noceto. Si cammina per ca. 2 km in leggera salita fino a quota 633 m. Da qui inizia il percorso in discesa che porta al punto di sosta, dopo avere attraversato il suggestivo torrente “I MILARI”. Rimane il piacere di avere attraversato uno dei tratti più fascinosi del nostro paesaggio.